Il preventivo “pulito” è il più pericoloso: sembra competitivo, viene accettato, e a fine mese non capisci dove sono finiti i soldi. Quasi sempre sono finiti nei costi dimenticati.
1. L’uscita / trasferta
Benzina, tempo, usura mezzo, ZTL. Se non c’è un minimo di uscita, i lavori piccoli ti pagano in perdita.
2. Lo smaltimento
Cassoni, discariche, portinerie ostili. In centro può costare quanto mezza giornata di posa. Voce separata o inclusa con prezzo — mai “si vedrà”.
3. La seconda uscita
Pezzo mancante, misura sbagliata, cliente assente. Contala mentalmente o metti una riserva. Le seconde uscite gratis sono un abbonamento involontario.
4. Protezione e ripristino
Teli, cartoni, nastro, riprese di pittura dopo impianti. Il cliente non le vede; il tuo orologio sì.
5. Acquisto e trasporto materiali
“Passo in ferramenta” non è zero minuti. Su venti uscite al mese è una giornata intera.
6. Coordinamento con altri mestieri
Attese, telefonate, forometrie fuori posto. Se coordini, fai pagare il coordinamento — o dichiara cosa è escluso.
7. Garanzia e richiami
Un richiamo entro 30 giorni è costo. Se il tuo prezzo non lo prevede, lo paghi con il margine del lavoro successivo.
Come non dimenticarli
Usa una checklist per mestiere e un vocale di sopralluogo: parlando elenchi ciò che scrivendo salti. Poi tre pacchetti (essenziale / consigliato / premium) rendono visibili le voci invece di nasconderle in uno sconto.
Margine evidenzia i costi tipici dimenticati e calcola il margine sul totale vero — non sul totale ottimistico.